Rimborso su una carta disattivata
Quando la carta usata per pagare non esiste più
Qualche mese fa hai pagato con una carta che nel frattempo è scaduta, bloccata o disattivata, e adesso rimandi indietro un articolo. Un rimborso su una vecchia carta fa nascere una domanda ovvia: dove devono andare i soldi, se la destinazione originale del movimento non è più raggiungibile? La risposta dipende soprattutto da un punto: è cambiato solo il numero della carta oppure è stato chiuso del tutto il conto che c'era dietro?
Perché il rimborso torna alla fonte originale
Per motivi di sicurezza negozi e fornitori di servizi di pagamento rimborsano per principio esattamente sul metodo di pagamento usato all'inizio, invece che su un'alternativa qualsiasi indicata in seguito. Questa regola evita che un rimborso finisca per errore o di proposito sul conto di qualcun altro solo perché una persona indica un altro numero di conto. Per te però significa anche questo: se la carta originale non è più valida, la parte automatica della procedura può andare a vuoto, anche se il negozio ha avviato il rimborso in modo corretto.
Quando è cambiato solo il numero della carta
Se una carta è stata sostituita perché scaduta normalmente, o se sullo stesso conto è stata emessa una carta con un nuovo numero, molti circuiti di carte girano automaticamente il rimborso alla nuova carta valida dello stesso conto. Nella pratica funziona in modo abbastanza affidabile, ma può richiedere qualche giorno in più, perché l'inoltro passa per un proprio controllo prima che l'importo venga davvero accreditato. Di solito non devi fare altro che aspettare.
Quando è stato chiuso l'intero conto
Diverso è il caso in cui sia stato chiuso non solo la carta, ma l'intero conto bancario sottostante, per esempio perché hai cambiato banca. Qui l'inoltro automatico non può funzionare, perché non esiste più una destinazione a cui la banca possa girare l'accredito in arrivo. Il pagamento allora spesso torna al negozio o al suo fornitore di servizi di pagamento invece di sparire nel nulla, il che però significa che devi muoverti tu per riaverlo.
Un esempio di calcolo: un reso dopo aver cambiato conto
Mettiamo che sei mesi fa tu abbia pagato un articolo da 65 euro con una carta il cui conto nel frattempo hai chiuso. Se rimandi indietro l'articolo adesso, il negozio avvia un rimborso di 65 euro sulla vecchia carta. Dato che il conto non esiste più, non scatta nessun inoltro automatico e la banca segnala al negozio che il movimento non è recapitabile. Solo a quel punto il negozio può proporti in alternativa di mandarti l'importo con un bonifico su un nuovo conto, di solito dopo una breve prova che si tratta davvero del tuo ordine.
Cosa puoi fare tu per riavere i soldi
- Avvisare il negozio il prima possibile, se sai che il metodo di pagamento originale non esiste più, invece di chiedere solo dopo un rimborso fallito.
- Tenere pronti gli estratti conto o una conferma della tua banca, nel caso il negozio chieda una prova prima di pagarti l'importo per un'altra strada.
- Chiedere alla tua banca se gli accrediti in arrivo su una carta disattivata vengono inoltrati in automatico o respinti, per capire meglio quanto sia realistica l'attesa.
- Conservare l'e-mail di conferma del rimborso, perché di solito riporta data e importo del pagamento avviato e ti aiuta se devi chiedere in seguito.
In cosa si distingue da un rimborso normale
Se il metodo di pagamento originale funziona ancora normalmente, un rimborso con PayPal, carta o fattura si distingue poco dal caso descritto qui, a parte il fatto che l'ultimo passaggio non va a vuoto. Se poi non è chiaro se tu abbia diritto a un rimborso, per esempio perché il reso è dovuto a un difetto, aiuta dare un'occhiata a riparazione e rimborso. All'interno dell'UE, inoltre, il diritto di recesso per gli acquisti online resta valido indipendentemente dal fatto che il metodo di pagamento originale esista ancora: la questione riguarda solo la strada con cui i soldi alla fine ti tornano.
Perché un pagamento con PayPal è meno esposto a questo problema
Se l'ordine originale è stato pagato con PayPal, una carta disattivata di solito crea meno problemi, perché il rimborso va prima sul conto PayPal stesso e non direttamente sulla carta collegata. Solo se è stato chiuso anche l'intero conto PayPal si crea una situazione simile a quella di un classico pagamento con carta. È uno dei motivi per cui alcune persone scelgono apposta di pagare tramite un sistema di pagamento invece che direttamente con la carta, quando sanno già di voler cambiare banca a breve.
Quando la banca segnala l'accredito ma non arriva nulla
A volte la tua banca conferma l'arrivo di un accredito, ma l'importo non compare come previsto sul conto attuale, di solito perché internamente è ancora collegato a un'altra carta già chiusa. In questo caso conviene chiedere direttamente alla tua banca, non al negozio, perché a quel punto il negozio di norma può solo confermare di aver avviato correttamente il rimborso. Quello che succede poi al movimento internamente è solo affare della banca.
Domande frequenti
Ricevo i soldi in automatico se è cambiato solo il numero della carta e non il conto?
Nella maggior parte dei casi sì. I circuiti di carte spesso inoltrano in automatico un rimborso alla nuova carta emessa sullo stesso conto, anche se il numero della carta è cambiato.
Cosa succede se l'intero conto non esiste più?
Allora il rimborso non può essere recapitato e di solito torna al negozio o al suo fornitore di servizi di pagamento. In questo caso devi contattare tu il negozio, perché ti paghi l'importo per un'altra strada.
Quanto può durare un rimborso del genere?
Una scadenza fissa precisa non si può indicare in generale, perché dipende dai tempi di lavorazione della banca coinvolta. Se la cosa si trascina per diverse settimane, conviene chiedere per iscritto al negozio, indicando la data in cui era stato avviato il rimborso.
Posso semplicemente indicare un nuovo conto per fare prima?
Non direttamente. Per motivi di sicurezza un negozio rimborsa sempre prima sul metodo di pagamento originale e passa a un'alternativa come il bonifico solo quando è dimostrato che il rimborso automatico non è andato a buon fine.